Glossario
Saggio stoico
ὁ σοφός (ho sophos), lat. sapiens
Il saggio, sophos in greco e sapiens in latino, è la persona in cui la virtù stoica è compiuta. La scuola lo descrive con tesi che suonano come paradossi: solo il saggio è libero, solo lui è buono, nulla di ciò che accade può nuocergli. Seneca difende l’ultima in Sulla fermezza del saggio (Aubrey Stewart, 1889), il cui titolo enuncia la tesi: che il saggio non può ricevere né ingiuria né offesa. Il capitolo VII la dimostra in tre passi. Ciò che ferisce dev’essere più forte di ciò che è ferito; la malvagità non è più forte della virtù; dunque il saggio non può essere ferito.
Lo stesso capitolo risponde all’obiezione che un uomo simile non si trovi da nessuna parte. Seneca replica che gli stoici non lo inventano come una gloria irreale del genere umano; forse è raro e compare solo a lunghi intervalli, e Catone forse superò il modello. Il saggio è la misura del progresso, non qualcuno che il lettore abbia incontrato. Epitteto dice lo stesso alla fine del Manuale, nella traduzione di Elizabeth Carter del 1758: Socrate divenne perfetto badando soltanto alla ragione, e chi non è ancora un Socrate deve vivere come chi desidera diventarlo.
Il saggio non è privo di sentimento. Nella lettera 9, Seneca contrappone la posizione stoica alla scuola di Stilpone: nella traduzione di Richard Gummere del 1917, il nostro saggio ideale sente i suoi mali ma li vince, mentre il loro non li sente nemmeno. Basta a se stesso per un’esistenza felice, non per la semplice esistenza. La vita felice descritta nei testi, l’eudaimonia, è la vita del saggio; tutti gli altri sono, nel migliore dei casi, in cammino verso di essa.
Nei testi
Seneca · On the Firmness of the Wise Man, VII
Now wickedness is not stronger than virtue; therefore the wise man cannot be hurt.
Seneca · Letter 9, §3
There is this difference between ourselves and the other school: our ideal wise man feels his troubles, but overcomes them; their wise man does not even feel them.
Epitteto · Enchiridion, L
And though you are not yet a Socrates, you ought however to live as one desirous of becoming a Socrates.
Ciò che il termine non significa
- Il saggio non è un uomo insensibile. La lettera 9 traccia il confine: sente i suoi mali e li vince; il saggio che non li sente affatto appartiene a un’altra scuola.
- Il saggio non è l’autoritratto di nessun autore stoico. In Sulla vita felice, XVII, Seneca dice di non essere un saggio, ed Epitteto propone Socrate, non se stesso, come modello; la scuola ammette che la figura è rara.
- Invulnerabile non vuol dire intatto. Sulla fermezza del saggio, X, concede che il dolore fisico, la perdita di amici e figli e la rovina della patria colpiscono il saggio, senza scuoterne i principi.
Termini affini
- Eudaimonia — εὐδαιμονία (eudaimonia)
- Apatheia — ἀπάθεια (apatheia)
- Prohairesis — προαίρεσις (prohairesis)
Ogni passo di Stoïque porta il suo riferimento — l’opera e il punto preciso, e anche l’autore quando lo spazio lo consente — nell’app e nei suoi widget, nella schermata Home e nella schermata di blocco.