Glossario
Eudaimonia
εὐδαιμονία (eudaimonia)
Eudaimonia è la parola greca che designa il fine della vita umana, di solito resa con «felicità». Tutte le scuole antiche la usavano, e oggi la si legge soprattutto attraverso Aristotele, per il quale è anch’essa il bene supremo. Gli stoici ne cambiarono il contenuto: per loro consiste nella sola virtù. Marco Aurelio spiega la parola attraverso le sue parti nei Pensieri VII, 17, che George Long rende nel 1862 con «Eudaemonia [felicità] è un buon daemon, o una cosa buona.» Il daimōn è, secondo V, 27, la guida che Zeus ha dato a ogni uomo: il suo intelletto e la sua ragione.
Seneca dedica alla questione un intero dialogo. Sulla vita felice, rivolto al fratello Gallione, parte dall’osservazione che tutti vogliono vivere felici e pochi vedono che cosa renda felice una vita. Nella traduzione di Aubrey Stewart del 1889, il capitolo XVI conclude che è la virtù a fare la felicità, e dice che cosa essa chiede: non ritenere buono o cattivo nulla che non sia legato né alla virtù né alla malvagità. Il dialogo è scritto contro la tesi epicurea secondo cui il piacere è il bene supremo.
Marco Aurelio descrive una vita simile in Meditations, V, 34: può scorrere in un flusso uniforme di felicità, purché si segua la via retta e si ponga il bene nella giustizia. L’immagine del corso sereno appartiene alla scuola; compendi antichi della dottrina stoica attribuiscono a Zenone una definizione della felicità come buon corso della vita. Nei testi stoici l’eudaimonia non è dunque un sentimento da inseguire, ma lo stato di una vita ordinata dalla ragione, e il saggio è la persona in cui quello stato è compiuto.
Nei testi
Marco Aurelio · Meditations, VII, 17
Eudaemonia [happiness] is a good daemon, or a good thing.
Seneca · On a Happy Life, XVI
Not to think anything bad or good which is connected neither with virtue nor with wickedness: and in the next place, both to endure unmoved the assaults of evil, and, as far as is right, to form a god out of what is good.
Marco Aurelio · Meditations, V, 34
Thou canst pass thy life in an equable flow of happiness, if thou canst go by the right way, and think and act in the right way.
Ciò che il termine non significa
- Non è l’eudaimonia di Aristotele. Aristotele ammetteva che una vita felice abbia bisogno anche di alcuni beni esterni; gli stoici lo negavano, e Sulla vita felice, XVI, sostiene che la virtù da sola basta, e avanza.
- Non è il piacere né uno stato d’animo gradevole. Il dialogo di Seneca è scritto contro la tesi che il piacere sia il bene supremo; la serenità accompagna la virtù e non ne è mai lo scopo.
- «Felicità» è una traduzione, e una traduzione larga. Long affianca il greco all’inglese, «Eudaemonia [happiness]», e il latino di Seneca dice vita beata, una vita beata.
Termini affini
- Saggio stoico — ὁ σοφός (ho sophos), lat. sapiens
- Atarassia — ἀταραξία (ataraxia)
- Apatheia — ἀπάθεια (apatheia)
Ogni passo di Stoïque porta il suo riferimento — l’opera e il punto preciso, e anche l’autore quando lo spazio lo consente — nell’app e nei suoi widget, nella schermata Home e nella schermata di blocco.