Glossario
Kathekon
καθῆκον (kathekon)
Kathekon è il nome stoico dell’azione conveniente: ciò che spetta a un essere secondo la sua natura e la sua situazione. Diogene Laerzio attribuisce la parola a Zenone, e Cicerone la rese con officium, la parola che dà il titolo al suo trattato Sui doveri; l’indice dei termini di George Long, del 1862, dà la stessa coppia, «duty, officium». Un kathekon non è un comando imposto dall’esterno, ma un’azione di cui si può dare una giustificazione ragionevole.
Epitteto lo misura sulle relazioni. Il capitolo XXX del Manuale si apre, nella versione di Elizabeth Carter del 1758, con la frase secondo cui i doveri si misurano universalmente dalle relazioni. Un padre comporta cura e sottomissione; un cattivo padre resta un padre, un fratello ingiusto resta un fratello, e il lettore non considera ciò che fa l’altro, ma ciò che va fatto. Le Diatribe di Long, del 1877, applicano lo stesso metodo in II, 10, sui doveri che si scoprono dai nomi, e in III, 2: mantenere le relazioni, naturali e acquisite, come figlio, come padre, come cittadino.
Marco Aurelio tratta l’azione conveniente come un compito da svolgere parte per parte. In VI, 26 ogni dovere si compone di certe parti, da osservare senza turbarsi, come chi compita un nome lettera per lettera. Il kathekon si distingue dall’azione retta del saggio, il katorthoma, che è lo stesso atto compiuto da una virtù salda: chiunque può fare ciò che conviene, solo il saggio lo fa rettamente in tutto. La sua materia sono gli adiaphora; la salute, la famiglia e la città non sono beni, ma è scegliendo tra essi che si esercita il dovere, e che la prohairesis si mantiene conforme alla natura.
Nei testi
Epitteto · Enchiridion, XXX
In this are implied, as due, Taking Care of him; submitting to him in all Things; patiently receiving his Reproaches, his Correction.
Marco Aurelio · Meditations, VI, 26
Just so then in this life also remember that every duty is made up of certain parts.
Ciò che il termine non significa
- Non è il dovere nel senso di Kant, un comando incondizionato. La parola greca designa ciò che conviene a una natura in una situazione, e il suo criterio è una giustificazione ragionevole, non una legge della ragion pura.
- Non è lo stesso dell’azione retta, il katorthoma. Chiunque può fare ciò che conviene, anche per cattive ragioni; solo l’atto del saggio, compiuto per virtù, è pienamente retto.
- Non è un codice fisso di regole. Epitteto ricava i doveri dalle relazioni, figlio, fratello, vicino, cittadino, sicché lo stesso atto può convenire all’uno e non all’altro (Manuale XXX).
Termini affini
- Adiaphora — ἀδιάφορα (adiaphora)
- Prohairesis — προαίρεσις (prohairesis)
- Dicotomia del controllo — τὰ ἐφ’ ἡμῖν / τὰ οὐκ ἐφ’ ἡμῖν (ta eph’ hēmin, ta ouk eph’ hēmin)
Ogni passo di Stoïque porta il suo riferimento — l’opera e il punto preciso, e anche l’autore quando lo spazio lo consente — nell’app e nei suoi widget, nella schermata Home e nella schermata di blocco.