Glossario
Dicotomia del controllo
τὰ ἐφ’ ἡμῖν / τὰ οὐκ ἐφ’ ἡμῖν (ta eph’ hēmin, ta ouk eph’ hēmin)
La dicotomia del controllo è il nome moderno della distinzione con cui si apre il Manuale di Epitteto: alcune cose dipendono da noi, altre no. Nella traduzione di Elizabeth Carter del 1758 il primo elenco recita «l’opinione, la ricerca, il desiderio, l’avversione e, in una parola, tutto ciò che sono le nostre azioni»; il secondo, «il corpo, i beni, la reputazione, il comando e, in una parola, tutto ciò che non sono le nostre azioni.» L’etichetta in sé non è antica. Epitteto parla di ciò che è e non è eph’ hēmin, «in nostro potere»; l’espressione inglese appartiene ai commenti del XX e del XXI secolo.
La distinzione non descrive ciò su cui una persona può influire. Sulla salute, sulla ricchezza e sulla reputazione si può influire, ma possono anche essere tolte, perciò Epitteto le colloca tra le cose che non sono nostre. Ciò che è nostro è più ristretto: il giudizio che formiamo, il desiderio che ammettiamo, l’azione che scegliamo. Il capitolo I prosegue dicendo che le cose che dipendono da noi sono per natura libere e senza impedimenti, e le altre deboli, servili e altrui.
Marco Aurelio enuncia la stessa divisione dall’interno, nella versione di George Long del 1862 di Meditations, VIII, 47: ciò che ci addolora non è la cosa esterna, ma il nostro giudizio al riguardo, e quel giudizio si può cancellare ora. Nei testi stoici la distinzione è diagnostica prima che consolatoria. Individua da dove viene un turbamento, perché lo sforzo vada dove può agire, e prepara il terreno alla facoltà di scelta, la prohairesis, che Epitteto pone al centro della persona.
Nei testi
Epitteto · Enchiridion, I
In our Power are Opinion, Pursuit, Desire, Aversion, and in one Word, whatever are our own Actions.
Marco Aurelio · Meditations, VIII, 47
If thou art pained by any external thing, it is not this thing that disturbs thee, but thy own judgment about it. And it is in thy power to wipe out this judgment now.
Ciò che il termine non significa
- Non afferma che nulla fuori di noi conti. L’Epitteto di Carter chiama le cose che non dipendono da noi «altrui», non prive di valore, e la scuola lasciava un posto agli indifferenti preferiti, come la salute.
- Non è «concentrati su ciò che puoi influenzare». Il criterio non è l’influenza, ma la dipendenza completa da noi. Sul corpo si influisce ogni giorno, eppure figura tra le cose che non dipendono da noi.
- La parola «control» è del commentatore, non del traduttore. Carter scrive «in our Power», Long «in thy power»; nessuno dei due usa «control» in questi passi.
Termini affini
- Prohairesis — προαίρεσις (prohairesis)
- Atarassia — ἀταραξία (ataraxia)
- Premeditatio malorum — praemeditatio malorum (latin)
Ogni passo di Stoïque porta il suo riferimento — l’opera e il punto preciso, e anche l’autore quando lo spazio lo consente — nell’app e nei suoi widget, nella schermata Home e nella schermata di blocco.