Glossario
Hegemonikon
ἡγεμονικόν (hēgemonikon)
Hegemonikon è il nome stoico della parte dell’anima che comanda: la facoltà che riceve le impressioni, dà o nega loro l’assenso e mette in moto l’impulso. George Long, nel glossario greco che chiude la sua traduzione dei Pensieri del 1862, lo rende con «the ruling faculty or part», la facoltà o parte direttiva, e aggiunge il latino di Cicerone, principatus. Il suo testo non si attiene a una sola parola inglese. Ruling faculty, ruling principle, leading principle e ruling part lo designano tutti, e in XI, 19 diventa la facoltà superiore.
Marco Aurelio lo introduce come una parola di scuola. In Meditations, V, 11 si chiede che cosa abbia ora in questa parte di sé che chiamano il principio direttivo, domanda da porsi in ogni occasione e a cui risponde un elenco di anime possibili: quella di un fanciullo, di un tiranno, di una belva. In Meditations, VIII, 48 la facoltà direttiva è invincibile quando si raccoglie in sé stessa, e lo stesso capitolo chiama cittadella la mente libera dalle passioni. In Meditations, XII, 33 tutto sta nel modo in cui la facoltà direttiva si serve di sé stessa; tutto il resto è cenere senza vita e fumo.
Epitteto usa la stessa parola. Nella scelta delle Diatribe pubblicata da Long nel 1877, la materia dell’uomo saggio e buono è la sua propria facoltà direttiva, come il corpo è la materia del medico e la terra quella del contadino. Per l’hegemonikon passa la linea di divisione stoica: ciò che viene dall’esterno vi giunge solo come impressione, e solo il suo proprio giudizio fa di quell’impressione un bene o un male. Epitteto descrive in termini molto vicini la facoltà di scelta, la prohairesis, e la libertà dalle passioni, l’apatheia, è uno stato di questa parte dell’anima.
Nei testi
Marco Aurelio · Meditations, V, 11
About what am I now employing my own soul? On every occasion I must ask myself this question, and inquire, What have I now in this part of me which they call the ruling principle?
Marco Aurelio · Meditations, VIII, 48
Remember that the ruling faculty is invincible, when self-collected it is satisfied with itself, if it does nothing which it does not choose to do, even if it resist from mere obstinacy.
Marco Aurelio · Meditations, XII, 33
How does the ruling faculty make use of itself? for all lies in this. But everything else, whether it is in the power of thy will or not, is only lifeless ashes and smoke.
Ciò che il termine non significa
- Non è un «io superiore» separato dal resto della persona. È la parte dell’anima che comanda, e le varie parole di Long per essa, ruling faculty, ruling principle, leading principle, nominano una funzione, non un secondo io.
- Non è forza di volontà. La facoltà direttiva governa giudicando: in VII, 16 non si spaventa da sé né si procura dolore, perché non si volgerà in quel senso per propria opinione.
- Non è soltanto la ragione di ciascuno. In IX, 22 Marco Aurelio pone la propria facoltà direttiva accanto a quella dell’universo e a quella del prossimo, e chiama quella del prossimo affine alla sua.
Termini affini
- Cittadella interiore — ἀκρόπολις (akropolis)
- Prohairesis — προαίρεσις (prohairesis)
- Apatheia — ἀπάθεια (apatheia)
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