Glossario
Sguardo dall’alto
ἄνωθεν ἐπιθεωρεῖν (anōthen epitheōrein)
Lo sguardo dall’alto è il nome moderno di un esercizio che Marco Aurelio descrive senza nominarlo: immaginarsi sollevati al di sopra della terra e guardare di lì le vicende umane. Nella traduzione di George Long del 1862, i Pensieri IX, 30 si aprono con «Guarda dall’alto le innumerevoli greggi degli uomini», e la terza regola di XII, 24 comincia con «se d’un tratto tu fossi sollevato al di sopra della terra». L’etichetta non è sua. Lo storico francese Pierre Hadot l’ha messa in circolazione come «le regard d’en haut», un esercizio spirituale che studia in La Citadelle intérieure (1992); l’espressione inglese si è diffusa attraverso le traduzioni della sua opera.
Ciò che l’altezza mostra è varietà e ripetizione. IX, 30 passa dalle folle, dai viaggi per mare, dalle nascite e dalle morti alle generazioni passate e future e a tutti coloro che non conoscono il nostro nome, e conclude che né il nome dopo la morte né la reputazione hanno alcun valore. XII, 24 finisce sulla «uguaglianza di forma e brevità di durata». L’esercizio corregge la scala, come Meditations, X, 17, dove ogni cosa è un chicco di fico rispetto a tutta la sostanza e un giro di succhiello rispetto a tutto il tempo.
Marco Aurelio attribuisce l’immagine a Platone: i Pensieri VII, 48 chiamano «un bel detto di Platone» che chi discorre degli uomini guardi le cose terrene come da un luogo più alto. Long osserva che il detto non si trova negli scritti conservati di Platone. Nei Pensieri lo sguardo dall’alto agisce come il memento mori: toglie alla fama e ai beni la grandezza che prendono in prestito dalla vicinanza. Non è disprezzo per le persone. L’altezza colloca ciascuno nel tutto di cui, secondo la dottrina della sympatheia, fa parte.
Nei testi
Marco Aurelio · Meditations, IX, 30
Look down from above on the countless herds of men and their countless solemnities, and the infinitely varied voyagings in storms and calms, and the differences among those who are born, who live together, and die.
Marco Aurelio · Meditations, XII, 24
Third, if thou shouldst suddenly be raised up above the earth, and shouldst look down on human things, and observe the variety of them how great it is
Marco Aurelio · Meditations, VII, 48
That he who is discoursing about men should look also at earthly things as if he viewed them from some higher place
Ciò che il termine non significa
- «Sguardo dall’alto» non è un’espressione di Marco Aurelio. È un’etichetta moderna, messa in circolazione da Pierre Hadot; i Pensieri descrivono il gesto, «Guarda dall’alto», senza farne il nome di un esercizio.
- Non è l’effetto veduta d’insieme degli astronauti. Questi passi non conoscono alcuna immagine della terra vista dallo spazio; l’altezza è immaginata, e ciò che mostra è morale: la piccolezza della fama, la ripetizione delle vicende umane.
- Il «detto di Platone» di VII, 48 è un’attribuzione di Marco Aurelio. Long osserva che non si trova negli scritti conservati di Platone, perciò citarlo con il riferimento a un dialogo va oltre ciò che i testi mostrano.
Termini affini
- Memento mori — memento mori (latin)
- Sympatheia — συμπάθεια (sympatheia)
- Vivere secondo natura — ὁμολογουμένως τῇ φύσει ζῆν (homologoumenōs tēi physei zēn) / secundum naturam vivere (latin)
Ogni passo di Stoïque porta il suo riferimento — l’opera e il punto preciso, e anche l’autore quando lo spazio lo consente — nell’app e nei suoi widget, nella schermata Home e nella schermata di blocco.